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JAVA SERVER SIDE
Java: il lato server della forza
Le Applet e i loro limiti
Java Servlet
Java Server Pages
Application Server
Conclusioni

<<< Le Applet e i loro limiti >>>

In origine la grande promessa di Java era quello di permettere la programmazione di applicazioni che non necessitavano di essere installate. Quando Java ha fatto la sua comparsa nel Netscape Navigator 2, il Web si è arricchito delle applet, piccole applicazioni che visualizzano animazioni, menù espandibili, chat interattive, effetti speciali e tante altre novità. Nella sua prima incarnazione tuttavia, l'implementazione di Netscape soffriva di numerose restrizioni e limitazioni. Le restrizioni, eccessive ma volute per motivi di sicurezza, non permettevano ad una applet di scrivere file su disco o di fare connessioni di rete se non dal sito da cui era stata scaricata. Per quanto riguarda le limitazioni, mancava in prima istanza una interfaccia grafica ricca (la AWT originaria di Java è molto scarna) e non erano previsti strumenti per la connessione ai database. Molti di questi limiti erano dovuti alla relativa giovinezza del linguaggio, gli altri alla limitata esperienza nell'uso di questo nuovo strumento che avevano fatto scegliere di ridurre al minimo i possibili rischi.

Molti dei limiti delle applet sarebbero forse stati definitivamente superati nella versione 4 dei principali browser se... non fosse scoppiata la guerra dei browser.

Microsoft, nel tentativo di riprendersi il mercato di Internet che aveva ignorato, iniziò a regalare un software, Internet Explorer, costato milioni di dollari per lo sviluppo. Le risorse finanziarie di Microsoft sono enormi rispetto a quella di Netscape, alla quale inoltre regalando il suo browser ha tolto una delle principali fonti di reddito, visto che la Netscape il Navigator lo vendeva. Questa guerra ha motivato l'azione antitrust contro Microsoft di cui si parla in questi tempi, e ha portato in seguito Netscape a rendere Open Source il Navigator (ribattezzato con il suo nome interno di sempre, Mozilla). Ma ai fini del nostro articolo ci preme solo sottolineare che questo fatto ha danneggiato anche Java. Il Netscape Navigator versione 4, per la fretta con il quale è stato lanciato sul mercato, era dotato di una versione incompleta di Java versione 1.1, la nuova versione che superava i limiti della 1.0: difatti, il Netscape Navigator ha rimosso il logo di Java Compatibile. Allo stesso modo, Microsoft ha incluso nel suo Explorer una versione modificata di Java, tanto è vero che anche Sun ha fatto causa a Microsoft per rottura di contratto, e un giudice ha imposto a Microsoft di non usare il logo di Java Compatibile. Risultato: i principali browser versione 4 sono entrambi privi di un robusto e completo supporto di Java 1.1, e soprattutto compatibile. E ciò scoraggia lo sviluppo di nuove applet. A tutt'oggi i principali browser non supportano ancora il nuovo Java 1.2 (mentre il Java 1.3 è già in beta), se non con l'uso di un apposito plug-in. Ma come sappiamo, un conto è sviluppare un sito che usa un plug-in, un altro è usare la dotazione standard dei browser.


A un certo punto sembrava che Java fosse dato per disperso: le difficoltà economiche, indotte anche dalla necessità di regalare anche il Navigator, hanno portato Netscape ad annunciare che non avrebbe più supportato lo sviluppo di Java per il Navigator e che Explorer avrebbe reso opzionale l'installazione di Java. Ma ultimamente si è assistito da un recupero: il progetto Mozilla ha sviluppato una interfaccia, denominata OJI per consentire l'integrazione di una Java Virtual Machine esterna nel browser, e sembra che il nuovo Netscape Navigator 5 sarà distribuito insieme alla JVM sviluppata da Sun, rendendolo istantaneamente pienamente compatibile con lo standard più aggiornato di Java. E Microsoft ha dichiarato di essere interessata a supportare OJI nel suo browser. Il linea di principio comporta che da un lato sarà possibile (forse...) l'uso della JVM Sun col suo browser, ma comporta anche che sarà possibile utilizzare la JVM di Microsoft con Mozilla... Ripeto, in linea di principio: come saranno davvero le cose è ancora da vedere.


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