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di Michele Sciabarrà
L'informatica
ha delle ere, come la geologia. A differenza delle ere geologiche,
quelle informatiche durano al più una decina di anni, ma come
le ere geologiche hanno la loro specie dominante. Nella fattispecie
ogni era informatica ha un linguaggio di programmazione dominante. Se
non ci credete, considerate la seguente tabella:
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Era
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Linguaggio
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Mainframe
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Cobol
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DOS
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Clipper
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Windows
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Visual Basic
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Internet
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Java
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Questi
linguaggi hanno tutti caratteristiche simili, tra cui il fatto di
essere interpretati, di essere facili da programmare, di avere una
buona predisposizione all'uso di basi di dati, e una ottimo
adattamento all'ambiente in cui operano. Come il COBOL ha fatto la
parte del leone ai tempi del Mainframe, lo stesso può dirsi
del Clipper al tempo del DOS, e di Visual Basic per le applicazioni
Windows. Quando è arrivato il tempo di Internet, urgeva un
linguaggio che potesse diventare standard per lo sviluppo di
applicazioni per la rete, e nessuno di quelli esistenti andava bene.
Con
la comparsa di Java nel browser Netscape Navigator 2.0, il mondo
dell'informatica è andato in fermento: le incredibili
opportunità che il linguaggio consentiva, unite alle ottime
caratteristiche tecnologiche di cui era portatore, lo hanno fatto
scegliere dai grandi nomi dell'informatica come lo standard su cui
investire. In effetti la consacrazione di Java è legata più
agli investimenti che sono stati fatti su di esso che ad altre
ragioni. Come dire, la percezione che tutti hanno avuto che Java
sarebbe stato il futuro ha fatto sì che lo fosse per davvero.
Come
tutti gli eletti però Java ha subito subito una persecuzione.
Il suo più acerrimo nemico è Microsoft che ha fatto di
tutto per scalzarlo da suo ruolo di Principe dell'Interoperabilità
per relegarlo al ruolo di Vassallo di Windows, umile servitore pronto
a facilitare lo sviluppo di nuove applicazioni per la Grande Unica e
Insostituibile Piattaforma Universale. Di cosa ha fatto Microsoft per
scalzare Java dal suo ruolo di Eletto di Internet ho narrato in un
mio precedente articolo.
La
guerra condotta da Microsoft ha comunque ottenuto qualche effetto. Un
effetto, a mio avviso, dannoso per il popolo di Internet, che ha
portato a limitare, e di molto, lo sviluppo di applet e altre
applicazioni client che usino Java per l'interfaccia. Ma se
Java non è avanzato molto sul lato client, ha
conquistato molte posizioni sul lato server. Qualcuno infatti
è convinto che Java abbia perso la guerra, e sia stato
sostituito da una combinazione di JavaScript e Dynamic HTML. Forse
questo è quello che può sembrare considerando solamente
quello che si vede nei nostri browser. Ma se consideriamo quello che
si trova sui server, e diamo un'occhiata a quanto mette a
disposizione il mercato, comprendiamo come realmente la
programmazione Web abbia Java tra i suo protagonisti.
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