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di Michele Sciabarrà
La realtà è che, se si vuole veramente seguire un approccio internazionale,
occorre saper portare la montagna a Maometto e tradurre il proprio messaggio
nella lingua del destinatario. Questo discorso vale per le pagine Web che
per applicazioni e soprattutto applet Java. A differenza del software pacchettizzato
tradizionale, in cui le versioni in più lingue seguivano dopo la versione
nella lingua del produttore, quando si espone una applet su Internet questa
deve essere immediatamente e contemporaneamente utilizzabile in più lingue.
Per fortuna la API 1.1. di Java ci aiuta a risolvere questo problema.
L'internazionalizzazione di una applicazione consiste nel mostrare menù,
bottoni, messaggi di errore e altri elementi testuali (ed eventualmente grafici)
in varie lingue. Meglio ancora, all'avvio una applicazione deve consentire
la scelta tra più lingue.
Con qualche manovra di codice era possibile ottenere questi risultati col
JDK 1.0, che non aveva un esplicito supporto all'internazionalizzazione.
Comunque ci si scontrava con una serie di limitazioni. Il JDK 1.1 invece
supporta estesamente l'internazionalizzazione e consente di risolvere facilmente
problemi che prima erano abbastanza ardui, come la rappresentazione di date
ed ore secondo le varie convenzioni locali. In particolare:
- è stato introdotto il concetto di “locale”; esiste ora la classe Locale
che rappresenta una lingua e una zona, e che viene usata come parametro delle
classi internazionalizzate
- esistono delle classi di utilità per la gestione delle “risorse”, ovvero
raccolte di informazioni come stringhe e immagini che variano da una lingua
all'altra. Essendo disponibile nella libreria standard rappresentano ora uno
standard.
- sono state aggiunte o aggiornate classi per la rappresentazione di
informazioni numeriche dipendenti dalla zona, come data, ora, valuta o la
rappresentazioni di migliaia e decimali
- sono disponibili classi per la gestione del testo secondo le convenzioni
dei vari alfabeti non europei: per esempio è gestito l'ordinameto alfabetico
utilizzando il cirillico o i vari alfabeti nazionali come quelli tedesco o
italiani, la conversione in maiuscole (cosa in generale non banale come sembra),
la suddivisione in paragrafi eccetera.
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