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Quando apriamo il Jbuilder, ci troviamo di fronte ad una palette di strumenti
(visibile in Figura
1
) molto simile a quella di Delphi e C++ Builder. La palette, che occupa
circa un terzo dello schermo, contiene i menu dell’ambiente di sviluppo,
una bottoniera che riassume le funzioni principali, la barra di stato e una
“tabbed toolbar” che diventa sempre più comune negli ambienti di sviluppo
moderni. Le linguette permettono di selezionare i componenti da inserire
nelle form quando si editano visualmente le interfacce. Occorre notare subito
che la toolbar è estensibile: infatti è possibile aggiungere componenti (JavaBeans
per l’esattezza) presi da varie librerie, ed è anche possibile (ed abbastanza
semplice) implementare in Java i propri componenti. Di default la toolbar
presenta componenti presi dalla libreria di componenti JBCL di Borland in
dotazione al Jbuilder, componenti e container della AWT standard di Java,
componenti della libreria Jclass (del KL Group) inclusa col Jbuilder, ed
infine alcune applet Sun standard trasformate in Bean.
La palette degli strumenti di JBuilder
Figura 1
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