di Michele Sciabarrà
Nota: Questo articolo risale ad alcuni anni fa, ed era relativo al JBuilder 1.0 (!). Comunque quanto esposto è in gran parte ancora valido anche per la versione corrente di JBuilder.
Sono un estimatore dei prodotti Borland sin dai tempi del Turbo C 2.0.
Ho atteso con impazienza il rilascio del Jbuilder da quando è stato annunciato,
con nome in codice di Lattè, quasi due anni fa. Dopo una lunghissima attesa
finalmente il prodotto è arrivato, e devo dire che non delude affatto le aspettative.
Il Jbuilder tuttavia è un po’ particolare. Come impostazione è diverso da
altri prodotti Borland. Soprattutto, il Jbuilder non è un adattamento del
Delphi al linguaggio Java, come ci si potrebbe aspettare dopo aver visto il
C++Builder. Piuttosto, si tratta di un ambiente di sviluppo pensato per lo
sviluppatore Web, abituato all’interfaccia tipica dei browser, e si adegua
ai nuovi standard introdotti da Internet. Solo per fare un esempio, la documentazione
on?line non è in formato WinHelp ma in HTML. Gran parte del tempo lo si passa
lavorando in quello che in un certo senso è un browser. Ma questo lo vedremo
presto. Cominciamo ad analizzare il prodotto, seguendo un ordine logico.
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